Arlecchino servitore di due padroni di Carlo Goldoni nella storica regia di Giorgio Strehler merita un'attenzione speciale.

L'importanza e il rilievo che questo spettacolo ha assunto nella mia vita non si possono esaurire in poche informazioni di una pagina web. Il tempo, l'energia, la dedizione, la passione, il lavoro dedicatogli nel corso di oltre venti anni hanno decisamente segnato la mia vita; come pure le decine di persone con cui ho condiviso questo lungo percorso.

Arlecchino

 

Arlecchino non è uno spettacolo.  Arlecchino è un'esperienza, è un pezzo di vita, con tutto ciò che di positivo o di negativo una simile esperienza comporta. Non è possibile ricordare quante persone (attori, tecnici, musicisti, organizzatori, amici...) ho conosciuto con Arlecchino, tramite Arlecchino, per merito o per colpa di Arlecchino. Alcuni non ci sono più, altri li ho persi di vista, con altri ho stretto rapporti d'amicizia indissolubili, di studio e di lavoro.

​Quello che posso fare nel freddo di una pagina web è provare a comunicare, tramite alcune immagini, almeno qualche atmosfera, qualche ricordo di luoghi, persone e fatti che hanno segnato un percorso. Un estremo omaggio in qualche caso, un malinconico ricordo in altri, più spesso una testimonianza, documenti di un pezzo di vita.

E so che sarà impossibile farlo compiutamente, ché la vita non si racchiude in una pagina web. Per fortuna.

 

Giorgio Bongiovanni

Il debutto

 

Il mio debutto in Arlecchino non corrisponde al debutto dello spettacolo, ovviamente. Io ci sono entrato, timidamente e con smisurato rispetto, quando Arlecchino era già sui libri di Storia del Teatro da oltre quarant'anni e decine di grandi attori lo avevano già portato al trionfo in tutto il mondo. Io ho solo seguito la scia, l'ultima ruota di un carro già in corsa.

Il 26 ottobre del 1990, insieme a 29 compagni di corso, debuttiamo al Piccolo Teatro di Milano di via Rovello sotto la guida del Maestro Strehler e del direttore della Scuola di Teatro Enrico D'Amato. Per mesi ci siamo preparati nelle aule della Scuola studiando Arlecchino con diversi insegnanti: anche Ferruccio Soleri, Gianfranco Mauri, Marina Dolfin, Marise Flach hanno contribuito, lezione su lezione, alla preparazione del "saggio di fine corso" che sarebbe diventato il nostro debutto.

I Maestri

 

Giorgio Strehler, naturalmente, è la persona che più di ogni altra ha segnato la mia vita artistica, non solo in Arlecchino ma in tutta la mia formazione teatrale. Al Maestro devo l'opportunità d'aver potuto legare il mio nome al personaggio che diverrà per oltre vent'anni la "mia" maschera: Pantalone. A Giorgio Strehler devo l'acquisizione di un senso etico del Teatro e della sua profonda funzione sociale.

Ma anche tante altre persone, registi, attori, insegnanti, hanno contribuito alla costruzione di Arlecchino e sono intervenuti negli anni, lasciando ciascuno la propria impronta: Ferruccio Soleri, Enrico D'Amato, Gianfranco Mauri, Carlo Battistoni, Marise Flach...


I colleghi

 

Impossibile ricordarli tutti. In oltre vent'anni oltre 70 attori, 30 musicisti, innumerevoli tecnici tra direttori di scena, attrezzisti, macchinisti, elettricisti, sarte, parrucchiere... e organizzatori, amministratori di compagnia...

Una folla di persone con cui ho studiato, faticato, gioito e girato il mondo; e che in molti casi sono diventati amici.

Le tournée

 

Anche in questo caso è difficile tenere i conti. E farlo risulta comunque un esercizio di sterile contabilità al confronto di quel che significa davvero girare il mondo e recitare ogni sera a contatto con gente e culture diverse. Uno scambio di esperienze impagabile, una crescita continua, senza fine. 

Arlecchino, nelle diverse edizioni a cui ho partecipato, ha davvero visitato tutti i continenti. Decine di nazioni, centinaia di città grandi e piccole per più di mille recite: Italia, Francia, Germania, Colombia, Austria, Svizzera, Grecia, Svezia, Spagna, Belgio, Portogallo, Corea, Giappone, Russia, Polonia, Israele, Brasile, Cina, Ungheria, Egitto, Algeria, Croazia, USA, Romania, Turchia, Hong Kong, Cile, Canada, Ecuador, Nuova Zelanda, Bielorussia, Georgia, Argentina, Kazakistan...

 

Le edizioni

 

Giorgio Strehler, durante tutta la storia del Piccolo Teatro di Milano, creò una dozzina di edizioni diverse di Arlecchino servitore di due padroni.

Sono quattro quelle a cui io ho preso parte:

- l'edizione del Buongiorno (1990)

- l'edizione dell'Addio (ripresa RAI - 1992)

- l'edizione del Cinquantesimo (1997)

- la nuova edizione curata da Ferruccio Soleri (2003)

 

 

Pantalone de' Bisognosi

 

Infine un ricordo e un ringraziamento per colui che mi ha accompagnato in questo lungo viaggio e senza cui non avrei potuto scrivere questa pagina. Ho avuto la sorte di incontrare Pantalone sulla mia strada, il Maestro me l'ha affidato, e ci siamo fatti lunga compagnia in giro per il mondo. Spero di avergli reso onore in cambio dell'esperienza che mi ha

tramandato: un'esperienza antica, artigianale, fatta di tavole di legno e quinte di tela. Mi ha mostrato i tempi, i ritmi, le pause del recitare, le astuzie del palcoscenico. Mi è bastato seguirlo, e Lui mi ha insegnato tutto. Mi è bastato rispettarlo, sempre, ogni sera vestendo la sua maschera, e Lui mi ha dato tutto, generosamente.

Non è vero che Pantalone è tirchio.

 

                                       Giorgio Bongiovanni

 

Galleria fotografica

Foto di © Lieke Koopmans

Le tournée

Pechino (Cina), National Grand Theatre (Beijing National Center for the Performing Arts). Marzo 2008.